Lo specchio Amleto si configura come dispositivo simbolico volto a indagare il conflitto interiore che precede l’azione, sospeso tra opposizioni fondamentali: fare e non fare, giusto e sbagliato.
L’opera costruisce un campo visivo complesso in cui il pensiero si stratifica in immagini. Da un lato, il volto sorridente mascherato attiva un chiaro riferimento alla dimensione pirandelliana della molteplicità e instabilità dell’io; dall’altro, il volto segnato dalla presenza dell’elmo introduce una tensione oppositiva, legata alla difesa e all’affermazione identitaria.
I nastri dinamici che avvolgono la superficie specchiante, articolati in tarsie cromatiche a contrasto e generati da direzioni divergenti, funzionano come matrice formale del conflitto. In questo sistema, la differenziazione degli specchi concorre a rendere visibile una condizione oscillante, traducendo il tema dell’essere e del non essere in una costruzione visiva stratificata e instabile.
Struttura in legno listellare ed intarsi realizzati con piallacci Tabu wood di diverse gradazioni di colori di erable, sycomoro, eucalyptus frisè, platano, tanganika e bolivar.
Specchio in vetro color naturale e bronzo.